Due cose da sapere quando guardi la tv o leggi un giornale: l'agenda setting e la spirale del silenzio
Avete mai sentito parlare di giornalisti morti ammazzati? La domanda non è se i media ci influenzano, la domanda è quali sono i modi che essi sfruttano quotidianamente nello strutturare i palinsesti farciti appositamente di pubblicità invadente e ripetitiva. Ci sono almeno due cose che dobbiamo tenere in considerazione ogni volta che accendiamo la tv o apriamo una pagina di un blog o di un quotidiano: la spirale del silenzio e la così detta agenda setting.
Una domanda che spesso dovreste farvi è: ma... questa notizia perchè viene evidenziata così tanto (o così poco)? A tutto c'è un perché ma spesso si risponde a questa domanda con il fatto stesso che la notizia viene spiegata, in pratica lasciamo che la notizia ce la spieghino senza chiederci altro. Il fatto invece di capire cosa c'è dietro la notizia e di capire cosa spinge i suoi produttori a renderla pubblica molto spesso resta qualcosa di ignaro alla maggior parte dei fruitori e utenti.
"L'agenda-setting ipotizza la possibile influenza dei mass-media (mass-news) sulla audience in base alla scelta delle notizie considerate "notiziabili" e allo spazio e preminenza loro concessa. Il postulato principale dell'Agenda-setting è il salience transfer, cioè il rendere la notizia saliente rispetto alle altre, quindi indica l'abilità dei mass media a trasferire un argomento da una agenda privata a quella pubblica d'interesse generale più elevato."
Dov'è la fonte per un informazione globale? Può una persona accedere a qualsiasi informazione senza dover far da sè, collage di notizie prese qua e là con la consapevolezza (o meno) che stiamo leggendo una rivista, ascoltando un telegiornale, navigando su un sito che, essendo di parte politica ( ), necessariamente fornisce informazioni parziali e distorte.
"La spirale del silenzio afferma che i media, ma soprattutto la televisione, possono avere un notevole effetto di persuasione sui riceventi e quindi più in generale sull'opinione pubblica.
Questa teoria ebbe una notevole importanza nella scienza della comunicazione per la rinascita del dibattito sui poteri di persuasioni forti dei mezzi di comunicazione, in contrasto con la scuola di pensiero di un effetto debole dei mass media sul pubblico."
Inoltre, chi si preoccupa di confezionare le informazioni molto spesso non considera un altro aspetto. Quello che molti studiosi e accademici chiamano "imitazione" o "apprendimento sociale"; è spesso sottovalutato, viene studiato fin dagli anni '80 come un fattore imponente nella formazione dei comportamenti. Come ben sappiamo i nostri comportamenti sono basati sulle informazioni che possediamo e riceviamo in continuazione, siano esse al di sopra o al di sotto del nostro livello di coscienza o consapevolezza. Mettiamo il caso di Morgan di X-Factor (e dei BluVertigo, ecc.) e della sua ultima avventura che ci hanno raccontato ormai quasi tutti i mezzi di informazione principali e cioè quella che parla del suo bel rapporto con la cocaina. Ebbene ora mettiamo il caso di mettere fisicamente questa informazione in un gruppo che disprezza l'uso della cocaina, la ascoltano, la leggono... i loro commenti come saranno? Sicuramente che l'uso di cocaina è sbagliato. Però se l'ha fatto Morgan, magari qualche adolescente o un ragazzo che segue la trasmissione o è suo fan potrebbe farci un pensierino...
Ora invece mettiamo l'informazione in un gruppo che fa uso abituale di coca per passare il tempo e le serate, proprio come Morgan, quali saranno i commenti tra di loro? Come vedono Morgan e come lo giudicheranno? Di certo come uno di loro e come un esempio da difendere.
Il risultato è disastroso: chi peraltro non sapeva dell'esistenza della cocaina ora sa che esiste e che probabilmente viene anche usata da un suo idolo o comunque da una persona che stima, apprezza o "frequenta" spesso nelle sue trasmissioni. Il desiderio di provarla comincia ad echeggiare.
In secondo luogo, i comportamenti di chi già ne fa uso sono rafforzati. Nasce un nuovo mito nei gruppi di ragazzi che hanno l'abitudine di sniffare, viene difeso nel passaparola e nei comportamenti di giustificazione, laddove esistano, all'atto dell'uso della sostanza stupefacente.
Queste conseguenze psicologiche dovrebbero essere prese in considerazione da chi fa le notizie, ma purtroppo la conoscenza del funzionamento della mente umana resterà ancora per molto un aspetto su cui giocare e lucrare.
Avete mai sentito parlare di giornalisti morti ammazzati? Sicuramente si.
La domanda non è se i media ci influenzano, la domanda è quali sono i modi che essi sfruttano quotidianamente nello strutturare i palinsesti per farcirli appositamente di pubblicità invadente e ripetitiva. Ci sono almeno due cose che dobbiamo tenere in considerazione ogni volta che accendiamo la tv o apriamo una pagina di un blog o di un quotidiano: la spirale del silenzio e la così detta agenda setting.
Una domanda che spesso dovreste farvi è: ma... questa notizia perchè viene evidenziata così tanto (o così poco)? A tutto c'è un perché ma spesso si risponde a questa domanda con il fatto stesso che la notizia viene spiegata, in pratica lasciamo che la notizia ce la spieghino senza chiederci altro. Il fatto invece di capire cosa c'è dietro la notizia e di capire cosa spinge i suoi produttori a renderla pubblica molto spesso resta qualcosa di ignaro alla maggior parte dei fruitori e utenti.
"L'agenda-setting ipotizza la possibile influenza dei mass-media (mass-news) sulla audience in base alla scelta delle notizie considerate "notiziabili" e allo spazio e preminenza loro concessa. Il postulato principale dell'Agenda-setting è il salience transfer, cioè il rendere la notizia saliente rispetto alle altre, quindi indica l'abilità dei mass media a trasferire un argomento da una agenda privata a quella pubblica d'interesse generale più elevato." (Wikipedia)
Dov'è la fonte per un informazione globale? Può una persona accedere a qualsiasi informazione senza dover far da sè, collage di notizie prese qua e là con la consapevolezza (o meno) che stiamo leggendo una rivista, ascoltando un telegiornale, navigando su un sito che, essendo di parte politica ( ), necessariamente fornisce informazioni parziali e distorte.
"La spirale del silenzio afferma che i media, ma soprattutto la televisione, possono avere un notevole effetto di persuasione sui riceventi e quindi più in generale sull'opinione pubblica.
Questa teoria ebbe una notevole importanza nella scienza della comunicazione per la rinascita del dibattito sui poteri di persuasioni forti dei mezzi di comunicazione, in contrasto con la scuola di pensiero di un effetto debole dei mass media sul pubblico." (Wikipedia)
Inoltre, chi si preoccupa di confezionare le informazioni molto spesso non considera un altro aspetto. Quello che molti studiosi e accademici chiamano "imitazione" o "apprendimento sociale"; è spesso sottovalutato nel fare notizie, ma viene studiato fin dagli anni '80 come un fattore imponente nella formazione dei comportamenti. Come ben sappiamo i nostri comportamenti sono basati sulle informazioni che possediamo e riceviamo in continuazione, siano esse al di sopra o al di sotto del nostro livello di coscienza o consapevolezza. Mettiamo il caso di Morgan di X-Factor (e dei BluVertigo, ecc.) e della sua ultima avventura che ci hanno raccontato ormai quasi tutti i mezzi di informazione principali e cioè quella che parla del suo bel rapporto con la cocaina.
Ebbene ora mettiamo il caso di mettere fisicamente questa informazione in un gruppo che disprezza l'uso della cocaina, la ascoltano, la leggono... i loro commenti come saranno? Sicuramente che l'uso di cocaina è sbagliato. Però se l'ha fatto Morgan, magari qualche adolescente o ragazzo che segue la trasmissione o è suo fan potrebbe farci un pensierino... Ora invece mettiamo l'informazione in un gruppo che fa uso abituale di coca per passare il tempo e le serate, proprio come Morgan, quali saranno i commenti tra di loro? Come vedono Morgan e come lo giudicheranno? Di certo come uno di loro e come un esempio da difendere.
Il risultato è disastroso: chi peraltro non sapeva dell'esistenza della cocaina ora sa che esiste e che probabilmente viene anche usata da un suo idolo o comunque da una persona che stima, apprezza o "frequenta" spesso nelle sue trasmissioni. Il desiderio di provarla comincia ad echeggiare.
In secondo luogo, i comportamenti di chi già ne fa uso sono rafforzati. Nasce un nuovo mito nei gruppi di ragazzi che hanno l'abitudine di sniffare, viene difeso nel passaparola e nei comportamenti di giustificazione, laddove esistano, all'atto dell'uso della sostanza stupefacente.
Queste conseguenze psicologiche dovrebbero essere prese in considerazione da chi fa le notizie, ma purtroppo la conoscenza del funzionamento della mente umana resterà ancora per molto un aspetto su cui giocare e lucrare.
Per approfondimenti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_dell'apprendimento_sociale
http://it.wikipedia.org/wiki/Agenda_setting
http://it.wikipedia.org/wiki/Spirale_del_silenzio