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Roma, "senza diritti" i bambini rom di via Salaria

L’Associazione 21 luglio monitora la struttura dove sono accolte le famiglie provenienti dal Casilino 700 e da altri insediamenti e denuncia mancanza di spazi adeguati e l'interruzione del processo di scolarizzazione

ROMA - Un appello al Commissario straordinario per l'emergenza nomadi di Roma Giuseppe Pecoraro e al primo cittadino Gianni Alemanno per chiedere che vengano rispettati i diritti dei bambini rom, provenienti dal ex campo Casilino 700 e da altri insediamenti della capitale, come Centocelle, via Labaro, via Papiria, via Naide, via De Mata, e oggi residenti nell’edificio dell’ex ente Cellulosa di Via Salaria 971.  Nella struttura vivevano già 80 nuclei familiari; ad oggi sono presenti circa 250 persone di differenti etnie, quasi la metà sono minori. L’Associazione 21 luglio ha monitorato le condizioni di vita dei minori rom all'interno del centro comunale di via Salaria 971 e ha diffuso oggi i risultati dell’indagine denunciando violazioni dei diritti dei bambini rom.

“Più di cento minori di diverse etnie passano le giornate in due stanzoni privi di divisori, con letti allineati senza che venga garantita l’autonomia individuale e la privacy. – si legge nel documento  - L’aria è insalubre per il poco ricambio di aria e la scarsa luminosità mentre grandi macchie di umidità sul soffitto testimoniano le infiltrazioni di acqua che, quando piove, allaga il pavimento. All’esterno docce e bagni: 3 ogni 100 persone. La luce a neon resta sempre accesa, anche di notte”. L’associazione sottolinea la mancanza di spazi per il gioco e per le attività ludico-formative. Non solo. “Il processo di scolarizzazione si è praticamente interrotto”, malgrado la promessa di una navetta che permettesse di continuare a raggiungere la scuola frequentata prima dello sgombero, e alcuni minori “passano le giornate intenti alla pulizia di cavi elettrici da cui ricavare rame da rivendere come materiale ferroso”.

“È possibile che esista in un paese democratico una zona di “accoglienza” e non di detenzione così limitata all’accesso esterno? Come si definisce formalmente una situazione come quella dell’ex cartiera che non risponde alle caratteristiche di una struttura d’accoglienza, e non è, di fatto una struttura di emergenza per una situazione provvisoria? (…)– chiede l’associazione  - Dove si colloca la struttura di via Salaria all’interno del Piano Nomadi presentato dall’Amministrazione comunale?” L’associazione chiede che “siano adottate tutte le misure necessarie perché ai minori rom presenti nella struttura di via Salaria, 971 siano garantiti la stessa protezione e gli stessi diritti riconosciuti ai minori cittadini” e “l'immediato collocamento in una struttura di accoglienza adeguata”. “Auspichiamo - sottolinea - per la città di Roma una politica dell'accoglienza vera, una politica che rispetti i diritti dell’infanzia e renda per i minori di etnia rom l'integrazione non solo un diritto ma un dato di fatto. Tutto ciò nella consapevolezza che la civiltà di un popolo o di una cultura si misura attraverso il rispetto per i più deboli, in primo luogo i bambini”. (REDATTORE SOCIALE)
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